Learning in Bordeaux

Come tutti i viaggi è arrivata anche la fine di questa grande avventura.


Un progetto trovato per caso, un’esperienza fatta senza nessuna aspettativa o desiderio in particolare che si è rivelata fantastica!!!
Non solo per la città e la sua particolare atmosfera che ti avvolge (e il vento che ti travolge), ma soprattutto per le persone che ho incontrato…
E’ il caso di dirlo: l’apparenza inganna! Quello che sembrava un ambiente di lavoro freddo (beh per freddo era freddo) si è rivelata una grande e accogliente famiglia!!

 

L’equipe

 
Le filles (ne manca una che fotografa)
Ora, invece di stare a smenarvela su quanta nostalgia abbia, la lacrimuccia che scende, bla bla bla… vi parlerò delle cose che ho potuto imparare da questa esperienza.
Aspettatevi quindi affermazioni profondamente intelligenti (ammazza!)…e constatazioni completamente deficienti! 😀

  • Se hai troppi pregiudizi è meglio non viaggiare
  • E’ bene rispettare le tradizioni, le abitudini e la cultura degli altri
  • La frase “In Francia si mangia male” è una bugia: la cucina francese è, a fianco di quella italiana, tra le più rinomate al mondo! (poi cosa si mangi, quello è un altro discorso)
  • “Par contre” i francesi mangiano malissimo!
  • Ma ricorda! Mai insultare il Foie Gras di fronte a un francese!!
  • Se inizi una conversazione con “Bonjour”, tutto è più semplice. Poi, però. ti ritrovi a raccontare tutta la tua vita, morte e miracoli a perfetti sconosciuti perché solitamente il seguito della conversazione è: «Ma che bell’accento! Da dove vieni?»
  • Non ascoltare i consigli di “malelingue” prima di partire: il più delle volte sono solo invidiosi
  • Coabitare con una spagnola vuol dire avere il freezer pieno di carne
  • Coabitare con una francese vuol dire avere il freezer pieno di cibo già pronto (del discount)
  • Coabitare vuol dire avere il freezer pieno.
  • Rinunciare di fronte alle difficoltà non è da me
  • Le cose che ti fanno ridere non fanno per forza ridere uno straniero e viceversa (anche se in questo caso la straniera ero io)
  • Pattinare è faticoso
  • Il gallo francese fa coccoricò e la gallina coccorì
  • E per finire: “Blé” vuol dire grano, “Dindon” tacchino, “Cacahuète” nocciolina e “” vuol dire qua

La mia stanza

 

Workshop di “Tissage Vegetal”

Per salutarvi, vi lascio con una delle tante gaffe che mi sono fatta!! (ovviamente è stata accuratamente tradotta per voi :D)

«Ah, e quindi perché hai scelto il nome RavaNello?»

«Eh beh…In pratica quando ho fatto il mio primo mercatino cercavo disperatamente “un nom“(un nome) e…»

«Perchè?»


«Perchè cosa?»

«Perchè ti serviva “un homme” (un’uomo


«Beh perché sai, è importante quando inizi un’attività avere “un nom“»


«Ah…»


«Eh si, poi sai quando fai i mercatini, non puoi non averlo… »

«Ah…»

«Nella mia attività è fondamentale avere “un nom“»


«…»



Fine della fiera: fai attenzione alla pronuncia, perché poi vien fuori che è fondamentale avere “un homme” per la tua attività!


Bordeaux dall’alto

Place de la Bourse

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